Anamnesi e osservazione del paziente

Sono numerose le persone che, in seguito a manifestazioni dolorose di varia natura, decidono di rivolgersi ad un osteopata. Le patologie e le manifestazioni di dolore che spingono i pazienti a richiedere una consulenza osteopatica sono molteplici e localizzate in diverse parti del corpo: il mal di schiena, ad esempio, è il più comune, ma non mancano anche episodi come il torcicollo, le tendiniti e le fasciti.

Talvolta, poi, la visita presso un osteopata professionista può risultare utile per il trattamento di affezioni che non sono né di tipo muscolare né di tipo articolare, come nel caso di coliche addominali, asma oppure patologie viscerali di altro genere.

Ma come si svolge esattamente la visita da parte di un osteopata? La prima parte della visita consiste in un’anamnesi, ovvero in un colloquio tra il paziente e il professionista, durante il quale il paziente comunica all’osteopata il motivo per cui ha richiesto il consulto. Successivamente l’osteopata procede con l’osservazione diretta vera e propria del paziente, la cosiddetta valutazione osteopatica, nella quale il professionista sottopone il paziente ad una serie di test per riuscire così a giungere ad una diagnosi differenziale.

Diagnosi e terapia manuale

La fase di diagnosi differenziale è la fase primaria della visita osteopatica e ha lo scopo di comprendere se il disturbo accusato dal paziente è di competenza osteopatica oppure medica. Dopo i testi iniziali, generalmente di tipo neurologico e ortopedico, l’osteopata procede con test specifici, soprattutto nel caso in cui si tratti di disturbi di natura osteopatica. Questi test, che sono più dettagli e concentrati rispetto a quelli della diagnosi differenziale, comprendono solitamente quelli di mobilità muscolo scheletrica, quelli qualitativi tissutali palpatori, quelli posturologici oppure ancora quelli relativi ai visceri toracici e addominopelvici.

Dopo lo svolgimento dei test è arrivato per l’osteopata il momento di rivelare al paziente l’iter di trattamento che intende adottare; bisogna ricordare che nelle cure osteopatiche l’obiettivo principale del professionista non è guarire uno stato doloroso, ma eliminare qualunque ostacolo si frapponga tra il paziente e il benessere fisico e, in parte, anche psichico. In genere l’iter di trattamento osteopatico prevede la presenza di una terapia manuale che va ad agire su tutte le strutture che compongono il sistema locomotore umano, vale a dire le ossa, i legamenti e i muscoli.

Gestire le schede personali dei pazienti

Una delle cose più importanti per qualunque osteopata professionista è avere una buona panoramica dello stato del paziente e dell’iter di trattamento da adottare nei suoi confronti. Questi dati sono generalmente contenuti nelle schede personali dei pazienti, dei prospetti che indicano sia l’anamnesi originaria che la diagnosi differenziale e specifica del disturbo o dei disturbi.

Per gestire le schede personali dei pazienti gli osteopati possono affidarsi a dei software per osteopati specificatamente studiati allo scopo, come nel caso del gestionale per osteopati AiDU. AiDU è un’applicazione cloud che permette di mantenere i dati personali e di salute dei pazienti conservati con sicurezza in uno spazio cloud, senza la necessità di salvare dati sui dispositivi personali e mobili.

AiDU si presenta in diversi piani di abbonamento: da quello Free, totalmente gratuito per l’inserimento fino a 50 pazienti, arrivando a quelli Professional e Studio, che invece consentono l’inserimento illimitato di pazienti e offrono assistenza all’uso sia online che telefonica.